martedì 14 ottobre 2008

Gomorra

Roberto Saviano, non ancora 30enne, ha venduto in Italia 1.200.000 copie di Gomorra, romanzo/denuncia tradotto in tutto il mondo. L'autore vive ora sotto scorta.
Il film di Matteo Garrone tramuta la materia incandescente del libro in una nitida topografia/geografia umana: atmosfere e stati d'animo da cruda e crudele messa in scena della malavita, parabola criminale lucida e potente.
Cinque storie di esecuzioni, di riscossioni, di apprendistati e di carriere dannate, di inquinamento di vicinati e di ambienti, di smaltimento di rifiuti e di coscienze.
Garrone mixando il volto conosciuto di Toni Servillo, facce anonime ma perfette di Secondigliano, dialetto sottotitolato, musiche e parole del sud, interni e esterni di archelogia industriale, cieli di piombo, movimenti di macchina da presa precisi e severi, una fotografia volutamente sporca, firma una regia che non è passata inosservata al festival di Cannes.

lunedì 13 ottobre 2008

Tutta la vita davanti

La protagonista, Isabella Ragonese, neolaureata in filosofia, frustrata dai "le-faremo-sapere", finisce nel vortice (surreale ma reale) di un call center che smercia improbabili depuratori domestici.
Sullo schermo la consueta galleria virziniana di personaggi di contorno riusciti e efficaci, che si inseriscono perfettamente in un preciso affresco, beffardo, curioso, a volte amaro, dei nostri tempi precari e fuggevoli.
Bravi Valerio Mastandrea, Elio Germano, Massimo Ghini, Micaela Ramazzotti, Sabrina Ferilli.
Paolo Virzì si conferma l'erede della commedia all'italiana di Ettore Scola, Mario Monicelli, Dino Risi.

venerdì 3 ottobre 2008

Solo un bacio per favore

Francia 2007 - 97' - di Emmanuel Mouret – con Virginie Ledoyen, Emmanuel Mouret, Julie Gayet, Michaël Cohen

Un solo bacio può cambiare la vita, quindi meglio pensarci due volte.
Per convincere il fascinoso Gabriel della sua morale, Emilie (Julie Gayet) gli racconta la storia di due suoi conoscenti. Judith (Virginie Ledoyen) e Nicolas (interpretato dallo stesso regista Emmanuel Mouret), da sempre amici, iniziano una relazione per gioco e per curiosità: ma la faccenda diventa seria, e lei non sa come confessarlo al marito italiano Claudio (Stefano Accorsi), farmacista appassionato di Schubert.
I due piani narrativi si intrecceranno imprevedibilmente.
Emmanuel Mouret (marsigliese, classe 1970) confeziona una 'operetta morale' raffinata e misurata, dall'andamento leggero, ispirandosi a Eric Rohmer, François Truffaut e Woody Allen ma anche al teatro di Marivaux.

martedì 29 aprile 2008

Lo scafandro e la farfalla

Julian Schnabel è soprattutto un pittore (ha diretto finora due film, bio-grafie: Basquiat e Prima che sia notte). In Lo scafandro e la farfalla scommette di portare sullo schermo il diario della 'prigionia' di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle, Francia, trendy e dandy spensierato fino all'ictus che – a 43 anni, nel 1995 – gli paralizzò tutto il corpo con la sola eccezione di una palpebra. Attraverso il movimento di quella unica parte del corpo dettò a una logopedista e a una copista, lettera per lettera, distillando ricordi, visioni, intuizioni,… un'autobiografia (edita in Italia da Ponte alle Grazie), pubblicata alla vigilia della morte. La prima parte del film ci colloca forzatamente dentro lo sguardo del protagonista (soggettive confuse, sfocate, stupite, slabbrate … ) sul mondo circostante e la voce over interiore ci fa vivere i suoi pensieri e le sue emozioni. La forza di queste immagini è merito, in particolare, del direttore della fotografia Janusz Kaminski (Oscar per Schindler's List e Salvate il soldato Ryan). Poi l'azzardo forte e geniale di questa 'de-privazione' sensoriale cede un po' alla retorica del ripensamento di una vita leggera e frivola (dolente e premonitore il viaggio a Lourdes). Ma il volto del protagonista Mathieu Amalric, dapprima invisibile e poi deformato, sensazionale nel raccogliersi in un impavido dolore, ci accompagnerà anche fuori dalla sala.

American Gangster

Il 70enne Ridley Scott (I duellanti, Blade Runner, Il gladiatore,…) si confronta con il gangster film mixando la saga de Il padrino con Il braccio violento della legge, evocando Serpico e Goodfellas, senza dimenticare i classici anni '30 (Scarface, Piccolo Cesare). Scott ci regala un affresco teso, complesso e intrecciato (ben 157 minuti), diretto con maestria e professionalità, con una fotografia a tratti volutamente 'sporca' e dagli echi luministici retrò, cucito da un montaggio calibrato e non effettistico firmato da Pietro Scalia, interpretato da due star (Denzel Washington e Russell Crowe). Il plot, ispirato a una storia vera, è classico: anni '70, rise and fall (ascesa e caduta) di un feroce boss nero di Harlem, Frank Lucas, che traffica droga su scala globale (Washington), al quale si oppone un integerrimo poliziotto del New Jersey (Crowe). Lo sguardo europeo di Scott è rigoroso, geometrico, sa cogliere sfumature e dettagli anche se la sensazione ambivalente di 'ri-visitazione' degli stereotipi e archetipi del genere non ci abbandona.

domenica 30 marzo 2008

Caramel

Layal, Nisrine, Rima, Jamale, Rose: cinque donne – diverse per età, cultura e religione – lavorano o si incontrano nel salone di bellezza di una di loro (Layal) in una Beirut lontana dai drammi della guerra. Caramel, opera prima di Nadine Labaki, profuma di shampoo, creme e tinture sin dall'incipit: il caramello del titolo è una miscela di acqua, zucchero e limone usata per la depilazione. Caramel è il ritratto della società libanese di oggi, ma si presta a una riflessione universale sui temi dell'identità e del destino femminili. Una fotografia dai colori caldi, anch'essa caramellosa, movimenti di macchina da presa sinuosi avvolgono e 'confezionano' questo delicato, fragile e intenso affresco al femminile.

venerdì 14 marzo 2008

Meduse

Nella Tel Aviv contemporanea tre storie semplici si intrecciano tra di loro incontrandosi, scontrandosi, perdendosi e ritrovandosi in una giostra emozionante, pura e straziante. Immerse in un simbolismo affezionato all'acqua, s'incrociano storie sottili che si riverberano l'una nell'altra: creature (vedi titolo) trascinate da un destino che si teme deriva e che invece scivola sull'acqua. Esordio poetico, elegiaco e intriso di simbologie di due famosi scrittori israeliani Etgar Keret e Shira Geffen. Caméra d’or, premio per l'opera prima, al Festival di Cannes 2007. Meduse propone allo spettatore un piccolo miracolo 'emotivo': un gesto, un silenzio, un segno, un oggetto (il veliero giocattolo), una frase,… toccano corde profonde. La regia è attenta ai dettagli e a costruire immagini evocative, leit-motiv visivi (la presenza/assenza della madre di Batya ossessivamente richiamata dai poster e dalle trasmissioni tv) scene-simbolo come la meravigliosa ripresa sottacqua dove la bimba-pesce e Batya si separano per sempre.

lunedì 10 marzo 2008

Ai confini del paradiso

Da Brema ad Amburgo per poi finire a Istanbul: ecco la cornice in cui s'intrecciano tre storie che trovano conclusione in una libreria della capitale 'occidentale' della Turchia. "Sul filo del dolore da elaborare o dei ricordi da cancellare s'incrociano sei esistenze, in una struttura narrativa che ricorda vagamente quella di Babel, con la differenza che qui sono rese note soltanto allo spettatore e non ai personaggi le connessioni segrete che legano i loro destini, perché tutti continueranno a ignorare I reali legami che intercorrono fra genitori e figli, fra amanti e amici, fra tedeschi e turchi, lasciandoci immaginare quale insospettabile ricchezza di interrelazioni fra gli esseri umani ci sfugge nel corso della nostra vita". (Francesco Costa, Treccani Cinema) Fateh Akin (La sposa turca, Crossing the Bridge) indaga e mixa temi assai complessi: il controverso rapporto fra la Turchia ed Europa, il confronto generazionale che oppone genitori e figli, le aspirazioni di una nuova generazione,… Ai confini del paradiso è una parabola/variazione moderna, in tre atti, sul tema dei capricci del destino. Vincitore all'ultimo festival di Cannes per la migliore sceneggiatura.

venerdì 29 febbraio 2008

Giorni e nuvole

Estromesso dai soci, l'idealista Antonio Albanese (eccellente nel limarsi) perde: bella casa, barca, autostima, sguardo e corpo della moglie (Margherita Buy). Tra colloqui umilianti, lavoretti improvvisati e gesti eclatanti per sfuggire alla vergogna, è inchiodato a rabbiose impotenze. In una Genova che fa da sfondo esistenziale la coppia 'annega' nel precariato. Il titolo Giorni e nuvole gioca con riferimenti colti: da le Opere e giorni di Esiodo a Le nuvole di Aristofane. Film dallo stile misurato e indagatore, Giorni e nuvole riesce a trasmettere un senso di straniamento nello spettatore. Ognuno è libero di interpretare la intensa inquadratura finale, a piombo sui protagonisti che fissano sdraiati a terra il soffitto, incantati dal restauro dell’affresco (curato dalla moglie) finalmente riportato alla luce.

giovedì 7 febbraio 2008

Sapori e dissapori

New York, la chef perfettina Catherine Zeta Jones non ha altri affetti che quello per la quaglia tartufata. Ricette elencate anche allo psicanalista, nessun messaggio in segreteria, momenti di decompressione nella cella frigorifera. Affinché qualche ingrediente sentimentale del plot possa sciogliersi, nella sua vita irrompono una nipotina tragicamente ereditata (la baby attrice di Little Miss Sunshine) e il collega Aaron Eckart che le occupa cuore e fornelli con background sonoro di accanite arie d'opera e canzoni italiane (Pavarotti e Conte), poiché il personaggio (erede del Castellitto di Ricette d'amore di cui il film è remake) ha una passione smodata per l'Italia con conseguente dispiegamento di stereotipi. Dirige la commedia, 'traviata' da qualche lacrima, Scott Hicks, già autore di Shine, abile nel mettere in scena la preparazione dei piatti. Un film che si inserisce nel filone del cinema che racconta il cibo da L'abbuffata di Marco Ferreri a Mangiare bere uomo donna di Ang Lee, da La cena di Ettore Scola a Big Night di Stanley Tucci fino alla recente produzione Pixar Ratatouille.

giovedì 31 gennaio 2008

In questo mondo libero...

Angie è una bella e giovane donna madre, divorziata, sola. Licenziata per essersi ribellata a una molestia la bionda Angie (Kierston Wareing) si inventa un nuovo lavoro e percorre Londra in moto a caccia di lavoratori (neocumunitari spaesati o extracomunitari) da 'smistare' attraverso la sua nuova agenzia di collocamento. Armata di ambizione ma anche disperata e piena di frustrazioni, vuole risolvere la propria precarietà asservendo quella altrui: la giudicano severamente sia il figlio trascurato che il babbo. gli urla lei durante una conversazione su una panchina di periferia. "Loach, tornato nella sua Inghilterra e con i temi a lui più cari, non sbaglia: la mira è precisa, centralissima e pungente. Dal tiro a segno usciranno lacrime e sangue in un crescendo emotivo di inaudita e trattenuta ferocia. Se la costruzione registica è quasi invisibile con una macchina da presa che limita al massimo i propri spostamenti creando un'apparente distanza in uno stile asciutto e documentaristico, il film trasuda emozioni forti lasciando in chi guarda qualcosa di nuovo, un seme di consapevolezza che certamente darà i suoi frutti." (Cecilia Causin, Treccani Cinema) L'ultima Mostra di Venezia ha premiato la sceneggiatura scarna e incisiva di Paul Laverty

venerdì 25 gennaio 2008

Piano, solo

Il film di Riccardo Milani (ispirato al romanzo biografico di Walter Veltroni) narra la vita di Luca Flores, geniale jazzista fiorentino (suonò con Chet Baker e altri grandi), dall’infanzia in Mozambico alla prematura scomparsa. Piano, solo pedina in maniera pudica un personaggio tormentato che non riuscì ad 'arginare' la fragilità della sua mente bi-polare. La discesa di Flores (Kim Rossi Stuart) nei 'corridoi' di paranoia, elettroshock e sensi di colpa nei confronti della madre, morta troppo presto in un incidente stradale (Sandra Ceccarelli) e del padre, ri-trovato troppo tardi (Michele Placido), si muove sul filo tenue dell’improvvisazione jazz, senza cadere nella retorica o in invenzioni e convenzioni forzate. Straordinarie e intense le performance di Jasmine Trinca (la fidanzata) e Paola Cortellesi (la sorella). "Kim Rossi Stuart, sempre straordinario nello sporcarsi la bellezza, si erge a diapason di malessere. Flores, come il pianista sull'oceano di Baricco, temeva un mondo troppo vasto. Decise di andarsene non ancora 40enne (1995), <… prima di diventare uno da imboccare e portare al sole>. Finale in superotto, fazzoletti alla mano". (Alessio Guzzano, City)

venerdì 11 gennaio 2008

Commentate i film della rassegna di Gennaio - Marzo 2008

Con il mese di Gennaio si è aperta la nuova rassegna cinematografica "Allo specchio" (prima parte)

Allo specchio, si guardano molti dei personaggi di questo ciclo, i loro destini in alcuni film si specchiano l’uno nell’altro, attraverso lo specchio/superficie dello schermo interrogano anche noi spettatori.
Le immagini dei film scelti ri-specchiano paesaggi interiori, luoghi intimi, non luoghi (Concadalbero, Firenze, Genova, Tel Aviv, Liverpool, New York, Brema, Istanbul, Londra, il sud dell’Inghilterra, l’Africa,…) e sfiorano lo specchio postumo della bio-grafia (le vite di Luca Flores e di Jane Austen)..

Ringrazio fin da subito chi vorrà commentare!