Julian Schnabel è soprattutto un pittore (ha diretto finora due film, bio-grafie: Basquiat e Prima che sia notte). In Lo scafandro e la farfalla scommette di portare sullo schermo il diario della 'prigionia' di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle, Francia, trendy e dandy spensierato fino all'ictus che – a 43 anni, nel 1995 – gli paralizzò tutto il corpo con la sola eccezione di una palpebra. Attraverso il movimento di quella unica parte del corpo dettò a una logopedista e a una copista, lettera per lettera, distillando ricordi, visioni, intuizioni,… un'autobiografia (edita in Italia da Ponte alle Grazie), pubblicata alla vigilia della morte. La prima parte del film ci colloca forzatamente dentro lo sguardo del protagonista (soggettive confuse, sfocate, stupite, slabbrate … ) sul mondo circostante e la voce over interiore ci fa vivere i suoi pensieri e le sue emozioni. La forza di queste immagini è merito, in particolare, del direttore della fotografia Janusz Kaminski (Oscar per Schindler's List e Salvate il soldato Ryan). Poi l'azzardo forte e geniale di questa 'de-privazione' sensoriale cede un po' alla retorica del ripensamento di una vita leggera e frivola (dolente e premonitore il viaggio a Lourdes). Ma il volto del protagonista Mathieu Amalric, dapprima invisibile e poi deformato, sensazionale nel raccogliersi in un impavido dolore, ci accompagnerà anche fuori dalla sala.
martedì 29 aprile 2008
American Gangster
Il 70enne Ridley Scott (I duellanti, Blade Runner, Il gladiatore,…) si confronta con il gangster film mixando la saga de Il padrino con Il braccio violento della legge, evocando Serpico e Goodfellas, senza dimenticare i classici anni '30 (Scarface, Piccolo Cesare). Scott ci regala un affresco teso, complesso e intrecciato (ben 157 minuti), diretto con maestria e professionalità, con una fotografia a tratti volutamente 'sporca' e dagli echi luministici retrò, cucito da un montaggio calibrato e non effettistico firmato da Pietro Scalia, interpretato da due star (Denzel Washington e Russell Crowe). Il plot, ispirato a una storia vera, è classico: anni '70, rise and fall (ascesa e caduta) di un feroce boss nero di Harlem, Frank Lucas, che traffica droga su scala globale (Washington), al quale si oppone un integerrimo poliziotto del New Jersey (Crowe). Lo sguardo europeo di Scott è rigoroso, geometrico, sa cogliere sfumature e dettagli anche se la sensazione ambivalente di 'ri-visitazione' degli stereotipi e archetipi del genere non ci abbandona.
Iscriviti a:
Post (Atom)