Layal, Nisrine, Rima, Jamale, Rose: cinque donne – diverse per età, cultura e religione – lavorano o si incontrano nel salone di bellezza di una di loro (Layal) in una Beirut lontana dai drammi della guerra. Caramel, opera prima di Nadine Labaki, profuma di shampoo, creme e tinture sin dall'incipit: il caramello del titolo è una miscela di acqua, zucchero e limone usata per la depilazione. Caramel è il ritratto della società libanese di oggi, ma si presta a una riflessione universale sui temi dell'identità e del destino femminili. Una fotografia dai colori caldi, anch'essa caramellosa, movimenti di macchina da presa sinuosi avvolgono e 'confezionano' questo delicato, fragile e intenso affresco al femminile.
domenica 30 marzo 2008
venerdì 14 marzo 2008
Meduse
Nella Tel Aviv contemporanea tre storie semplici si intrecciano tra di loro incontrandosi, scontrandosi, perdendosi e ritrovandosi in una giostra emozionante, pura e straziante. Immerse in un simbolismo affezionato all'acqua, s'incrociano storie sottili che si riverberano l'una nell'altra: creature (vedi titolo) trascinate da un destino che si teme deriva e che invece scivola sull'acqua. Esordio poetico, elegiaco e intriso di simbologie di due famosi scrittori israeliani Etgar Keret e Shira Geffen. Caméra d’or, premio per l'opera prima, al Festival di Cannes 2007. Meduse propone allo spettatore un piccolo miracolo 'emotivo': un gesto, un silenzio, un segno, un oggetto (il veliero giocattolo), una frase,… toccano corde profonde. La regia è attenta ai dettagli e a costruire immagini evocative, leit-motiv visivi (la presenza/assenza della madre di Batya ossessivamente richiamata dai poster e dalle trasmissioni tv) scene-simbolo come la meravigliosa ripresa sottacqua dove la bimba-pesce e Batya si separano per sempre.
lunedì 10 marzo 2008
Ai confini del paradiso
Da Brema ad Amburgo per poi finire a Istanbul: ecco la cornice in cui s'intrecciano tre storie che trovano conclusione in una libreria della capitale 'occidentale' della Turchia. "Sul filo del dolore da elaborare o dei ricordi da cancellare s'incrociano sei esistenze, in una struttura narrativa che ricorda vagamente quella di Babel, con la differenza che qui sono rese note soltanto allo spettatore e non ai personaggi le connessioni segrete che legano i loro destini, perché tutti continueranno a ignorare I reali legami che intercorrono fra genitori e figli, fra amanti e amici, fra tedeschi e turchi, lasciandoci immaginare quale insospettabile ricchezza di interrelazioni fra gli esseri umani ci sfugge nel corso della nostra vita". (Francesco Costa, Treccani Cinema) Fateh Akin (La sposa turca, Crossing the Bridge) indaga e mixa temi assai complessi: il controverso rapporto fra la Turchia ed Europa, il confronto generazionale che oppone genitori e figli, le aspirazioni di una nuova generazione,… Ai confini del paradiso è una parabola/variazione moderna, in tre atti, sul tema dei capricci del destino. Vincitore all'ultimo festival di Cannes per la migliore sceneggiatura.
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