Il film di Riccardo Milani (ispirato al romanzo biografico di Walter Veltroni) narra la vita di Luca Flores, geniale jazzista fiorentino (suonò con Chet Baker e altri grandi), dall’infanzia in Mozambico alla prematura scomparsa. Piano, solo pedina in maniera pudica un personaggio tormentato che non riuscì ad 'arginare' la fragilità della sua mente bi-polare. La discesa di Flores (Kim Rossi Stuart) nei 'corridoi' di paranoia, elettroshock e sensi di colpa nei confronti della madre, morta troppo presto in un incidente stradale (Sandra Ceccarelli) e del padre, ri-trovato troppo tardi (Michele Placido), si muove sul filo tenue dell’improvvisazione jazz, senza cadere nella retorica o in invenzioni e convenzioni forzate. Straordinarie e intense le performance di Jasmine Trinca (la fidanzata) e Paola Cortellesi (la sorella). "Kim Rossi Stuart, sempre straordinario nello sporcarsi la bellezza, si erge a diapason di malessere. Flores, come il pianista sull'oceano di Baricco, temeva un mondo troppo vasto. Decise di andarsene non ancora 40enne (1995), <… prima di diventare uno da imboccare e portare al sole>. Finale in superotto, fazzoletti alla mano". (Alessio Guzzano, City)
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1 commento:
Gran bel film anche se alla fine non è riuscito a commuovermi nonostante in sala siano spuntati parecchi fazzoletti. Non so ma certi film americani a volte riescono a commuovere molto più facilmente e per cose più "semplici" o meno gravi rispetto a questo film, è normale? Hanno forse qualche tecnica particolare? Oppure è una questione soggettiva?
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